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giovedì 6 febbraio 2020

WinterCon 2020

Lo scorso fine settimana la LudicARS ha organizzato la terza edizione di WinterCon, una convention molto partecipata a base di giochi da tavolo, di ruolo, LARP, miniature e tanto altro.
Mi focalizzo su quello che ho avuto modo di fare.

Terraforming Mars

Terraforming Mars di Jacob Fryxelius è un gioco che ho apprezzato parecchio. Anche se a una prima occhiata può sembrare piuttosto complesso, in realtà non è particolarmente complicato. Occorre solo un po' di pazienza nel leggere le carte, le quali hanno però il pregio di spiegare sempre per esteso il loro effetto (senza abbreviazioni o lasciando solamente i simboli).
L'inizio con modalità differenti a seconda che si sia alla prima partita o a partite successive contribuisce al bilanciamento del gioco in modo significativo.
Sicuramente dalla seconda partita e aumentando la conoscenza delle carte si possono fare scelte sempre più oculate.

Montsegur 1244
Avevo già giocato Montsegur 1244 di Frederik J. Jensen in altre occasioni (si veda, per esempio, questo post precedente), ma questa volta mi ha stimolato una riflessione ulteriore.
Il gioco ha personaggi fissi, quindi giocandolo tante volte potrebbe stancare. Uno dei motivi per cui lo gioco circa una volta l'anno è proprio questo (oltre ad altri di natura molto più pratica). Nonostante il rischio della ripetitività ho notato come partite diverse si focalizzino su aspetti molto differenti:
  1. la fede (degli assediati e degli assedianti);
  2. la politica;
  3. la guerra;
  4. le relazioni familiari;
  5. le relazioni sentimentali.
I personaggi che vengono scelti come principali e il numero di persone al tavolo certamente influenza l'emergere di uno o più temi differenti, tuttavia apprezzo molto che un gioco che ha un inizio abbastanza fisso possa evolvere in modo così diverso e, di conseguenza, non essere ripetitivo.

venerdì 8 febbraio 2019

WinterCon 2019

Con un po' di ritardo posto alcuni giochi provati a WinterCon 2019, la seconda edizione della convention invernale dell'associazione LudicARS.

Per la prima volta ho potuto giocare Alta Tensione di Friedemann Friese. Il gioco ha ormai molti anni (è del 2001) e nonostante mi abbia sempre ispirato non ho mai avuto modo di provarlo.
Abbiamo sbagliato un paio di regole (eravamo tre giocatori alla prima partita), ma abbiamo capito dove e tutti siamo rimasti soddisfatti e abbiamo valutato il gioco come molto valido. Consigliato se non lo avete ancora provato.


Ho poi provato Celestia di Aaron Weissblum. Mi è stato presentato come un cooperativo dove vince uno solo (una definizione un po' strana per un cooperativo, non trovate?). In realtà di cooperativo ha veramente poco, è bello competitivo e potrebbe essere interessante anche per un torneo.


Inoltre ho potuto provare Photosynthesis, gioco sul quale avevo aspettative altissime. Come spesso succede quando si hanno aspettative molto alte, sono rimasto parzialmente deluso; il gioco è molto carino e la componentistica mi piace davvero molto, ma me lo aspettavo più complesso.


Ho infine giocato una marea di giochini; potete trovare le foto sui social network di WinterCon.

I Coloni di Catan

Niente, è proprio un periodo da giochi di società!
In attesa di poter riprendere (spero) a fare qualche gioco di ruolo, abbiamo ripreso in mano alcuni giochi di società che non usavamo da un po'.
Nello specifico abbiamo fatto una partita a I Coloni di Catan, gioco di Klaus Teuber del 1995. Il gioco è molto semplice, ma a mio modestissimo parere è invecchiato molto bene ed è ancora piacevolmente giocabile. Purtroppo abbiamo sbagliato il posizionamento di una città e ce ne siamo accorti solo molti turni dopo, quindi il risultato della partita è stato falsato.


venerdì 14 dicembre 2018

Attack on Titan

Qualche settimana addietro e ieri ho avuto modo di fare un po' di partite ad Attack on Titan, uno splendido gioco basato sull'omonimo manga (che non conosco).
La componentistica è davvero molto bella e scenica, con un bel gigante sul quale i personaggi possono salire. Un giocatore comanda il gigante, gli altri sono alleati contro di lui. La casualità dei lanci di dadi dei personaggi è bilanciata dalla possibilità di ritirarli a proprio piacimento. Il gigante non ha dadi, ma si basa sui risultati di quelli lanciati dai giocatori.

Se ne avete l'opportunità, è un gioco da provare!


venerdì 30 novembre 2018

Santorini

In una pausa nei giochi di ruolo, ieri sera ho avuto modo di provare Santorini, un gioco da tavolo veramente divertente ed interessante. Al tavolo lo abbiamo ridefinito una sorta di tris in tre dimensioni.
Il gioco è per 2 o 3 giocatori. In 4 si gioca in 2 squadre da 2 persone. Spinge al ragionamento logico in ogni turno, veramente consigliato.


sabato 11 agosto 2018

Pandemia

Vi segnalo che negli ultimi tempi ho avuto modo di rigiocare per tre serate a Pandemia, gioco cooperativo del 2008, il cui autore è Matt Leacock.
Mi è sempre piaciuto, ma queste tre serate me lo hanno davvero fatto riscoprire. Spero per voi che non ve la prendiate facilmente, in alcune partite risulta pressoché impossibile vincere.

domenica 29 aprile 2018

Bombardamento nella WW1

Anche questa settimana abbiamo avuto l'occasione di giocare a Wings of Glory, stavolta nella sua versione della Grande Guerra. Abbiamo utilizzato i danni speciali, bombardamenti, postazioni antiaeree al suolo e un cannone antiaereo (adattando le regole previste per i cannoni della Seconda Guerra Mondiale).
Lo schieramento Alleato doveva bombardare alcuni obiettivi degli Imperi Centrali. Abbiamo provato a tenere nascosti gli obiettivi; lo schieramento degli Imperi Centrali non sapeva quale fosse la missione Alleata (bombardamento o fotoricognizione? quale degli elementi in campo era l'obiettivo della missione? quanti punti guadagnano dalla messa a segno degli obiettivi?), mentre gli Alleati non sapevano come gli Imperi Centrali guadagnassero punti.

La battaglia si è conclusa con la vittoria delle forze Alleate.










sabato 21 aprile 2018

The Battle Over Waterloo

Nel mio post Wings of Glory WW2 non mi ero sbilanciato sul fatto che il gioco in questione potesse essere più bello del suo analogo ambientato nella Prima Guerra Mondiale.
Ebbene, dopo alcune partite, posso dire che dal mio punto di vista preferisco questa versione della Seconda Guerra Mondiale per la sua gestione delle carte nei turni.

Ieri sera abbiamo giocato la missione The Battle Over Waterloo proposta nel manuale degli scenari della scatola Battle of Britain; in questo scenario i tedeschi devono bombardare una stazione ferroviaria britannica. In gioco avevamo (rigorosamente in modo non storico, ma funzionale alla partita):

Lato tedesco
  • 4 Messerschmitt Bf.109E-3, due dei quali equipaggiati con un carico di bombe
Lato Alleato
  • 2 Spitfire Mk.I
  • 1 Hawker Hurricane Mk.IIB
  • 1 Grumman F4F-4 Wildcat
La partita si è conclusa in questo modo:

Lato tedesco
  • 2 Spitfire Mk.I abbattuti (2x12 punti)
  • 1 Hawker Hurricane Mk.IIB danneggiato gravemente (2 punti)
  • 1 Grumman F4F-4 Wildcat danneggiato gravemente (2 punti)
  • Stazione ferroviaria centrata in pieno da un carico di bombe (8 punti)
Lato Alleato
  • 3 Messerschmitt Bf.109E-3 abbattuti (3x12 punti)
  • 1 Messerschmitt Bf.109E-3 lievemente danneggiato (0 punti)
Il totale su entrambi gli schieramenti è stato di 36 punti, quindi la battaglia è terminata con un pareggio per colpa di un Bf.109E-3 che è riuscito a tornare a casa praticamente indenne.





martedì 6 febbraio 2018

Ancora su WinterCon 2018

Al termine della WinterCon non posso che segnalarvi che trovate qualche foto di due giorni di intense giocate su Facebook.
L'idea è quella di tornare l'anno prossimo e riproporre WinterCon nella sua versione 2019, ma non mi sbilancio perché non ci siamo ancora confrontati tra organizzatori.

domenica 24 dicembre 2017

WinterCon 2018


Con gli amici della LudicARS stiamo organizzando la nostra prima convention invernale di giochi di ruolo e di società per il 3 e 4 febbraio 2018. Il nome dell'evento è WinterCon e potete trovare una pagina internet dedicata all'evento, una pagina Facebook, una community su G+ e qualche informazione anche dall'account LudicARS su Instagram.
Per chi fosse interessato ricordo che è necessario iscriversi utilizzando l'apposito form!

venerdì 17 novembre 2017

Wings of Glory WW2

In questo periodo ho avuto modo di acquistare e provare Wings of Glory (precedentemente noto come Wings of War) nella sua versione della Seconda Guerra Mondiale.
Al momento lo abbiamo giocato molto poco e non mi addentro ancora in un confronto tra la versione della Prima e quella della Seconda Guerra Mondiale. In ogni caso, se vi capita, è un gioco che vi consiglio di provare.

venerdì 9 giugno 2017

Fuga dagli Alieni nello Spazio Profondo

Negli utlimi mesi ho avuto poche occasioni di gioco, ancora meno occasioni di provare giochi nuovi e nessuna occasione di scrivere sul mondo ludico. Ieri, comunque, mi hanno fatto provare Fuga dagli Alieni nello Spazio Profondo, un gioco di Santa Ragione nella edizione Cranio Creations.

La metà dei giocatori, gli umani, dovranno fuggire dall'astronave, mentre i restanti giocatori, gli alieni, dovranno ucciderli prima che scappino.
Il gioco è molto divertente sia nel ruolo dell'alieno che nel ruolo dell'umano. Per alcune cose mi ricorda Scotland Yard di Werner Schlegel, Dorothy Garrels, Fritz Ifland, Manfred Burggraf, Werner Scheerer e Wolf Hoermann che vinse lo Spiel des Jahres nel 1983.

Solitamente non mi esprimo sulla componentistica, i giochi tendo ad apprezzarli per le regole, ma in questo caso le illustrazioni di Giulia Ghigini (giulia.ultra-book.com) sono davvero meritevoli di una menzione.

mercoledì 30 aprile 2014

Dungeon Fighter: Fuoco a Volontà!

Ho avuto finalmente occasione di provare Dungeon Fighter: Fuoco a Volontà!, prima espansione dell'ormai celeberrimo Dungeon Fighter.

Non ho guardato singolarmente tutti i mostri dell'espansione (ho solo sfidato quelli che casualmente sono usciti sul mio percorso) e nemmeno tutti gli equipaggiamenti.
Il mio giudizio sull'espansione, tuttavia, è contrastato. Da un lato mi pare che ci siano state delle innovazioni carine (in particolare ho gradito gli incantesimi e il sistema che permette di giocarli), dall'altra forse potevano osare qualcosa di più.

Nonostante il gioco non venga stravolto è assolutamente consigliata per coloro che usano spesso il gioco base, almeno introduce qualche elemento di variabilità e aumenta la longevità del gioco base.

domenica 6 aprile 2014

Play 2014 a Modena

Anche quest'anno con qualche amico ci siamo recati al Play, festival del gioco che si svolge a Modena. A differenza degli anni scorsi, però, ci siamo fermati meno per motivi logistici e, personalmente, per un po' di stanchezza.
Come i due anni scorsi secchiate di gente, casino micidiale e tanta voglia di giocare.
Passiamo comunque a un breve resoconto sui giochi provati. Molti, come vedrete, non sono freschi di stampa e nemmeno complicati, ma per quest'anno va bene così.

Siamo partiti con Krosmaster Arena di Nicolas Degouy e Édouard Guiton. Ultimamente sono un po' fuori dal mondo dei giochi da tavolo, ma di questo gioco non avevo mai sentito parlare.
In ogni caso c'è un torneo in corso e vediamo qualche fase: pare semplice e intuitivo per cui decidiamo che gli dedicheremo una prova quando ci sarà tempo. Va a finire che ne noleggiamo uno dalla Tana dei Goblin e un ragazzo insiste per spiegarcelo dopo che abbiamo provato a rifiutarci (con il senno di poi lo ringrazio per la sua insistenza).
Il gioco è semplice, tuttavia vanno gestite alcune particolarità dei personaggi e della mappa che con un esperto al nostro fianco arrivano in modo diretto e immediato. Giochiamo in quattro tutti contro tutti, anche se non è il massimo per questo gioco.
Ogni giocatore ha una coppia di personaggi che deve spostare e far agire all'interno di una piccola arena. Definirlo un wargame farebbe offendere gli esperti del settore, ma di certo ha alcune caratteristiche in comune.
Il gioco mi è piaciuto parecchio alla prima partita, ma devo ammettere che il costo (50,00 €) ci fa dire che lo acquisteremo in futuro se davvero la riterremo una buona scelta.

Dopo pranzo passiamo a Ubongo di Grzegorz Rejchtman. Io lo avevo già mezzo provato, ma senza regola con i punti (mi era stato spiegato in una ludoteca dove erano spariti dei pezzi per contare i punti). Il gioco è di rapidità e consiste nel completare una determinata superficie avendo a disposizione determinati pezzi geometrici che possono essere ruotati in tutti i sensi.
Una specie di tetris, insomma.
Il gioco è piaciuto si miei amici e credo che ci faremo un pensierino sull'acquistarlo, anche se non so tra noi quanto frequentemente potrebbe essere giocato.

Questo è un gioco di memoria molto semplice. Non mi ha esaltato (probabilmente il fatto di non avere una gran memoria non mi aiuta a farmi godere questo tipo di giochi). Alla base del gioco c'è il buon vecchio Memory, ma viene aggiunto un inseguimento tra polli in un circuito in cui si devono spennare gli avversari.
Se volete un gioco per bambini ve lo consiglio perché certamente ha un'ottima componentistica, ma da adulti non so quanto possa piacere a un gruppo di giocatori abituali.

Questo Worm up! di Alex Randolph è un gioco di scommessa in cui occorre far arrivare per primo al traguardo il proprio verme rispetto a quelli degli avversari.
Il gioco è carino sia per bambini che per adulti che non giocano regolarmente. Certo, giocarci regolarmente non credo sia possibile senza arrivare ad annoiarsi.
La componentistica è semplice, ma curata. Le regole rispecchiano un po' questa componentistica: sono molto semplici (adatte anche a bambini di 6-8 anni a mio giudizio), ma curate.

Otto Minuti per un Impero di Ryan Laukat è stato l'ultimo gioco che ci ha fatti sedere a un tavolo. Ci aveva attirati già nella mattinata per la velocità delle partite che veniva messa in bella mostra nel titolo, ma lo stand della Da Vinci Giochi era sempre strapieno.
Alla fine abbiamo adotatto la tattica dell'avvoltoio dopo aver atteso una decina di minuti che si liberasse un tavolo ci siamo fiondati a occuparlo.
Il gioco è carino, tattico e molto semplice nelle regole. Se state cercando nuove meccaniche lasciate perdere. Se, invece, vi accontentate di meccaniche già viste applicate in modo semplice per partite veloci, allora questo è il vostro gioco.
Personalmente la partita che abbiamo fatto mi è piaciuta, ma credo che il gioco possa peccare di pochissima rigiocabilità e possa portare alla noia proprio per la durata delle sue partite.
Il gioco, in ogni caso, consiste nell'espandere un impero trami armate e costruzione di città. Lo stanziamento delle armate sulle regioni, il posizionamento di città e l'essere in maggioranza nei continenti porta ad accumulare punti vittoria (ai quali si aggiungono quelli delle risorse).
Tutto si svolge tramite carte che vengono comprate e risolte istantaneamente permettendo lo spostamento delle armate via terra e mare, la costruzione di nuove armate e la costruzione di città. Il gioco non permette combattimenti di alcun tipo.
Penso possa essere un buon gioco per inserire i bambini nel mondo dei gestionali.

Ho lasciato per ultimi (in questo post, cronologicamente è avvenuto quasi subito) i giochi di ruolo in quanto non mi sono fermato agli stand. Tuttavia, davanti allo stand di Coyote Press mi è stato detto da un ragazzo che non conosceva nemmeno uno di quei titoli. Glieli ho spiegati alla veloce e si è detto interessato a Mars Colony di Tim Koppang.
Visto il prezzo e visto che io stesso ero già da tempo indeciso sull'acquisto dello stesso, mi sono deciso a comprarlo a scatola chiusa.

mercoledì 29 maggio 2013

Il gioco di ruolo è isolato?

La domanda nel titolo non è precisa, ma non potevo scrivere un poema.
La vera domanda che mi ponevo qualche tempo fa è la seguente:

Coloro che fanno giochi di ruolo tendono a fare anche giochi di altro tipo?

La domanda in particolare pensava a giochi di società, videogiochi e giochi di ruolo live.
Ho quindi fatto la domanda tra le mie cerchie di G+ e sul forum Gente che Gioca (chi per caso volesse rispondere alle domande seguenti può farlo rispondendo a questo post o scrivendomi in privato, in caso arrivassero diverse nuove risposte rifarò i calcoli).

Il campione del sondaggio
Le risposte che mi sono arrivate sono praticamente tutte di persone collegate più o meno direttamente al forum Gente che Gioca. Tenete anche conto che il campione di persone che ha risposto non è ampio e che la risposta era del tutto volontaria. Nonostante questo non si può nemmeno dire che il sondaggio sia rappresentativo degli utenti o della community legata a Gente che Gioca.
Il sondaggio può quindi offrire un'idea dell'hobby del gioco di ruolo, ma solo da un punto di vista limitato e non estendibile a tutti gli appassionati.

Quanti giochi pensi potresti facilitare (o gestire come master) dalle fasi preparatorie alla conclusione senza nemmeno ripassare le regole?
La domanda, ovviamente, concede che il facilitatore (o il master) possa comunque disporre di tutte le tabelle necessarie al Quasi un quarto delle risposte sosteneva di non poter facilitare nemmeno un gioco senza ripasso, mentre quasi la metà affermava di poter facilitare senza ripasso tra 1 e 5 giochi di ruolo.


Quanti giochi pensi potresti facilitare (o gestire come master) dalle fasi preparatorie alla conclusione avendo a disposizione mezz'ora per ripassare le regole?
Qui c'è nessuno dice di non poter facilitare un gioco, anche questo segno del fatto che il campione del sondaggio non copre tutti gli appassionati di giochi di ruolo. Conosco diversi giocatori che non hanno mai facilitato (o gestito come master) un gioco, questa categoria non è rappresentata nel sondaggio.
Si nota però che il campione intervistato (legato in qualche modo a Gente che Gioca) ha circa l'83,3% di persone che può facilitare più di 5 giochi con un ripasso di mezz'ora al massimo.


Quante volte al mese utilizzi i giochi di ruolo?
Ecco, questa domanda credo che fatta qualche mese fa avrebbe avuto risposte ben diverse. La possibilità, infatti, di giocare in videoconferenza (ad esempio tramite G+) credo che abbia decisamente aumentato le possibilità di giocare nelle serate in cui uno si ritrova senza niente da fare all'ultimo momento o per tutti coloro che non hanno un gruppo fisso nella zona di residenza con cui gioca.


Quanti giochi di società hai acquistato e giocato nell'ultimo anno?
Qui inizia la prima delle domande in cui volevo vedere se i giocatori di ruolo amano anche altri tipo di giochi. In particolare credevo che qui la risposta sarebbe stata molto diversa.
Molti dei giocatori che conosco amano sia i giochi di ruolo che quelli di società, lo stesso dicasi per molte associazioni ludiche che incentivano entrambi i tipi di giochi. Dalle risposte del campione (e anche dalla prossima domanda) emerge una realtà differente in cui una fetta consistente di giocatori di ruolo è praticamente disinteressata ai giochi di società.


Quante volte al mese fai giochi di società?
La metà precisa del campione ha risposto che le capita di fare giochi di società meno di una volta al mese (molti hanno detto un paio di volte l'anno).
Anche qui sono rimasto un po' sorpreso, si veda la mia risposta alla domanda precedente.


Quanti videogiochi hai acquistato e giocato nell'ultimo anno?
Qui va notato che molti hanno considerato anche le applicazioni per tablet e smartphone.
La connessione tra il mondo dei giochi di ruolo cartacei e dei videogiochi è più netto (e me lo aspettavo), con un consistente 18,8% di risposte che affermava di aver acquistato più di 10 videogiochi.


Hai mai fatto giochi di ruolo live?
Le risposte includono nei sì anche coloro che hanno provato una sola sessione e hanno scoperto che il gioco di ruolo dal vivo non faceva per loro.
Qui mi aspettavo meno risposte di persone che hanno praticato almeno una volta il gioco di ruolo dal vivo, mentre più di tre risposte su quattro ammettevano di aver fatto almeno una prova dei giochi live.


Qualche conclusione in forma di domanda sul futuro
Le videoconferenze, indubbiamente, hanno dato una svolta all'hobby.
Sono rimasto un po' sbigottito dalle risposte sui giochi di società. Mentre vedo che molte persone credono che il rilancio dell'hobby dei giochi di ruolo possa avvenire anche mediante una presentazione diversa (magari in una scatola con componentistica dedicata come nei giochi di società), molti di coloro che già praticano l'hobby non fanno giochi di società.
Avevo letto anche da Narrattiva che molte persone nelle fiere si avvicinano a Montsegur 1244 perché si presenta in modo un po' diverso dai soliti giochi di ruolo con la sua plancia e le sue carte; lo stesso penso possa avvenire per Bacchanalia. Anche D&D ha introdotto (o reintrodotto, derivando dai wargame) le miniature come componente importante nei giochi, oltre che per motivi di mercato.
Questa introduzione di componenti come nei giochi di società può allontanare coloro che già frequentano questo hobby?
Si creerà una spaccatura nell'hobby con coloro che caldeggeranno giochi con componentistica e coloro che si opporranno in nome dei vecchi tempi?
O la mancata commistione tra giocatori di società e giocatori di ruolo non causerà questi problemi?
L'affermazione della videoconferenza come metodo per fare giochi di ruolo porterà il game design a spingere per limitare la componentistica o trasformarla in prodotti e strumenti informatici?

lunedì 13 maggio 2013

Una bella partita a Dungeon Fighter

Ieri sera, dopo diversi mesi, ho avuto l'occasione di rigiocare Dungeon Fighter che mi aveva stufato dopo diverse partite nel primo periodo dopo l'acquisto.
Il gioco è stato davvero divertente, anche se giocando in modalità facile con le regole corrette non è stato troppo complesso.
Il risultato finale è stato di 25 punti, merito del party di eroi ben assortito preparato a tavolino con i miei due compagni di giochi (uno dei quali non aveva mai fatto questo gioco).

lunedì 8 aprile 2013

Play 2013 a Modena

Ieri a Play abbiamo avuto modo di provare diversi giochi.

Il primo appuntamento è stato con Mostro della Settimana, un gioco di Michael Sands che sfrutta il motore de Il Mondo dell'Apocalisse. I personaggi sono un gruppo di cacciatori di mostri e ieri abbiamo avuto a che fare con un mistero che coinvolgeva uno stregone morto da tempo e una serie di zombie legati da alcuni utilizzi della cabala.
Il gioco è molto investigativo, genere che non fa molto per me, ma nel complesso è un bel gioco e ci siamo divertiti.

Siamo poi passati al settore dei giochi da tavolo dove abbiamo provato Creationary, un gioco in cui si deve far indovinare un oggetto agli altri giocatori sfruttando alcuni pezzi di Lego messi a disposizione. L'idea è carina, ma il gioco non è molto divertente (forse per la difficoltà di alcuni oggetti da riprodurre, forse perchè la scatola era stata depredata di molti pezzi con cui costruire gli oggetti).

Cash 'n Guns si è dimostrato un gioco molto divertente, ma al momento dell'acquisto non ne abbiamo trovato una copia in tutta la fiera. Il gioco è completamente basato sul bluff, cosa che alla lunga può stancare, ma di certo è semplice, divertente e molto teatrale nelle mosse dovendo puntare alcune riproduzioni di vere pistole contro altri giocatori.

Villa Paletti lo abbiamo provato quasi per caso dopo essere stati invitati da un dimostratore. Nonostante abbia 11 anni di vita e ci sia stato insegnato con le regole sbagliate, questo gioco ci è piaciuto parecchio. Un mix di intuito sull'equilibrio, spregiudicatezza e abilità di mano porta i giocatori a rendere una data costruzione sempre più instabile spostando i pilastri portanti dalla base dell'edificio alla sommità.
Il gioco credo possa piacere molto anche a coloro a cui non piacciono i giochi di società in cui c'è troppo da ragionare. Abbiamo visto anche diverse persone passare di fianco al nostro tavolo ed osservare le nostre assurde costruzioni.

Coyote di certo è un gioco leggero, ma lo abbiamo provato con un gruppetto di bambini e tutto è filato liscio, indice del fatto che può coinvolgere tutti in famiglia o in gruppo.
Ogni giocatore ha una cifra sulla fronte (che non vede) e deve scommettere quanto è la somma dei valori in gioco. Il primo che per tre volte sbaglia ha perso ed è fuori dal gioco.

L'Isola Dimenticata è un gioco collaborativo semplice che mi ha parecchio deluso.
Molte delle meccaniche sono copiate pari pari da Pandemia, ma il risultato finale è decisamente poco accattivante. L'autore dei due giochi è lo stesso, cosa che mi lascia perplesso visto che le meccaniche più interessanti le ha copiate pari pari da un gioco all'altro, ma è riuscito a peggiorare decisamente il risultato finale. L'unica giustificazione che vedo plausibile è che L'Isola Dimenticata abbia un pubblico di età inferiore, anche se visto che le regole coincidono in larga parte offrirei anche ai bambini il più riuscito Pandemia (che ha anche materiali più belli).

martedì 23 ottobre 2012

High Frontier con regole dell'espansione

Ieri abbiamo finalmente terminato un'infinita partita ad High Frontier con le regole espanse.
La partita è durata, in totale, qualcosa come 8 ore e mezza (comprensiva di ripasso delle regole base e spiegazione delle regole dell'espansione).

Il mio parere sull'espansione è comnbattuto.
Decisamente vengono inseriti nuovi ed interessanti elementi, quali nuovi pezzi da montare sul proprio razzo e il fatto che un pezzo possa abbisognare di altri pezzi per funzionare.
Questo rende le aste decisamente più dinamiche e interessanti e anche la creazione dei razzi più complessa e interessante.

Dall'altro lato vengono inseriti elementi fortemente aleatori che possono compromettere la pianificazione che in un gioco di questo tipo è necessaria e nemmeno troppo semplice.
In particolare i tiri di dado sull'anno solare che ruota danno moltissimi problemi non prevedibili in fase di creazione e spostamento del razzo. Questi tiri non credo che rendano più bello o divertente il gioco, anzi lo rendono frustrante per i giocatori in diverse occasioni.
Certamente l'intento è quello di simulare gli imprevisti che la natura dello spazio riserva, ma in questo gioco direi che non si armonizzano per nulla queste regole con il resto dello spirito del gioco. Inoltre, distruzione aleatoria sia in viaggio che a LEO dei pezzi di nave che avvengono in modo abbastanza frequente allunga la durata del gioco in modo significativo (e rendendolo noioso).

In definitiva l'espansione la ritengo interessante per alcuni aspetti, ma decisamente deleteria per questo gioco sotto molti altri aspetti.

lunedì 1 ottobre 2012

High Frontier

Ieri ho avuto la possibilità di giocare questo complicato gioco di società, che rasenta quasi il rompicapo: High Frontier di Phil Eklund.

Il gioco prevede "semplicemente" di creare un razzo ed andare nel Sistema Solare a fondare fabbriche su altri pianeti o asteroidi.
Creare il razzo però non è così semplice: occorre un motore, un robonauta e un altro componente se si vuole arrivare a fare una fabbrica. I motori sono mossi dall'acqua e anche questa deve essere imbarcata a bordo come carburante.

Dopo circa un'ora e tre quarti di gioco credo di essere pronto a partire: ho assemblato un razzo con due motori, un robonauta che può fungere da motore, un robonauta abbastanza buono per scovare acqua sulla colonia in cui mi voglio dirigere e il secondo componente per fare la fabbrica.
Evvai, sono carichissimo! Però, al momento di decollare, mi accorgo che non ho sufficiente carburante. Nessun problema, ho una vela solare che non ha bisogno di carburante, tra i miei motori. Peccato che non abbia nemmeno la forza sufficiente per muovere il razzo...

Sconfitto smonto parte del razzo, acquisto un nuovo motore meno potente, ma anche meno dispendioso come carburante e due anni dopo riesco a partire.
Mi sono occorse diverse ore di gioco, ma alla fine sono riuscito ad arrivare sul mio asteroide e fare la mia fabbrica.

Abbiamo dovuto interrompere la partita per mancanza di tempo, ma il gioco si è rivelato davvero molto bello.
La prossima volta credo che mi vorranno insegnare le regole espanse e già temo le difficoltà aggiuntive.