Ho avuto modo di dare una sbirciata in anteprima a un articolo di Michela Da Sacco e Mattia Bulgarelli che è uscito sull’INCBook 2013.
L’articolo mi ha spronato a riflettere sul mio modo di percepire e plasmare lo Spazio Immaginato Condiviso mediante gli strumenti che i vari giochi di ruolo mettono a disposizione.
La mia visione dello Spazio Immaginato Condiviso solitamente avviene per la maggior parte del tempo in prima persona quando faccio il giocatore. A volte, invece, mi capita di immaginare il tutto dal punto di vista di colui con il quale sto interloquendo (quindi vedendo di fronte il mio personaggio). Nel momento dei combattimenti ho una percezione ancora diversa: in prima persona con alternanza a riprese esterne che mi possano far immaginare l’ambiente in cui mi muovo e di conseguenza le possibilità che avrei per rifugiarmi dietro qualcosa, scappare o non avvantaggiare l’avversario.
Quando faccio il master, invece, immagino lo Spazio Immaginato Condiviso in prima visione dalla prospettiva dei giocatori.
Ho ancora in mente il primo scontro di Cani nella Vigna di Vincent Baker che si è svolto al nostro tavolo. Io, il master, vedevo con gli occhi dei personaggi arroccati su di una scala che portava al primo piano della taverna locale e sotto i tre loschi figuri che facevano fuoco dai loro fucili e dalle loro pistole.
Ricordo perfettamente anche il corridoio dell’Empire State Building che percorreva il personaggio di uno dei miei giocatori che ci aveva ricavato il suo covo in Il Mondo dell’Apocalisse, sempre di Vincent Baker. Ricordo degli occhi posati su di lei al passaggio nel corridoio in cui quella povera gente aveva trovato rifugio: un misto di rispetto, stima e terrore. Questa visione molto personale quando si fa il master aiuta molto a “essere un fan dei personaggi” e “guardare i personaggi non giocanti con un mirino”.
Altre volte, ma più raramente, la visione della scena come master mi viene offerta dagli occhi di uno dei personaggi non giocanti (PNG) o da una telecamera esterna.
Ora passiamo ai problemi, che non sono pochi.
Io non ho memoria dei volti delle persone. E qui non sto parlando di giochi di ruolo, parlo della vita reale. La maggior parte delle volte che vedo un volto posso dire che non mi è nuovo, ma lo collego ad un nome solo dopo che questo ha parlato.
Probabilmente ho una memoria molto più uditiva che non visiva.
Questo è capitato anche ieri sera al ristorante: vengo accolto da una cameriera che mi saluta in modo molto solare, come se ci conoscessimo da secoli. Non l’ho riconosciuta e mia moglie mi ha poi detto chi era (in effetti con questa persona non avevo mai parlato e anche il timbro della voce non mi ha aiutato).
Dopo tutta questa manfrina su di me potrete ben capire che non mi è facile dare dei volti nello Spazio Immaginato Condiviso. Solitamente i personaggi e i PNG per me non hanno volto: sono uomini e donne con un certo abbigliamento che si muovono nell’ambiente immaginato. Immaginare gli spazi, gli ambienti e gli edifici mi riesce molto meglio (forse anche grazie ai miei studi in ingegneria civile).
Questo non riuscire a dare volti mi rendo conto che si rifletta sui miei giocatori, due dei quali almeno hanno una memoria visiva ferrea. Solitamente provo a dare loro indicazioni su come figurarseli, ma mi rendo conto di non andare molto in profondità. «Il capo di Jody ha una barba incolta che gli copre le guance» può essere una mia descrizione tipica; ma di che colore è la barba? E di quale lunghezza?
Decisamente incompleto e lasciato all’immaginazione altrui, ma sufficiente per far ricordare qualcosa del capo di Jody e non lasciarlo una comparsa qualsiasi.
L’unico modo che ho per rappresentarmi davvero bene visivamente i personaggi è dar loro il volto di qualcuno che conosco. In Avventure in Prima Serata di Matt Wilson ci impegnammo a dare a tutti dei volti di attori noti, come consigliato nell’edizione italiana del manuale. Mi servì parecchio nella prima sessione ed estesi il metodo a tutti i PNG importanti che si incontravano per tutta la serie. Ancora oggi, a più di un anno di distanza e con decine e decine di sessioni di altri giochi in mezzo, riesco ad associare dei volti a dei ruoli nella serie.
Se avete qualcuno che sia bravo a disegnare nel gruppo sfruttatelo per disegnare personaggi e PNG dal volto unico! Noi purtroppo non abbiamo nessuno particolarmente dotato e quindi ci dobbiamo affidare a volti noti.
Avevo letto da qualche parte (purtroppo non ricordo chi fosse l’autore) che quando si iniziava una nuova scena in un gioco di ruolo bisognava renderla almeno tramite tre sensi. Qualche volta ci ho provato ed è davvero di gran effetto; purtroppo non mi viene affatto naturale.
Tendo sempre a rapportare tutto a ciò che si può vedere stando seduti al tavolo. «Sandy (un PNG) è circa un paio di centimetri più bassa di Francesco (un giocatore al tavolo)», oppure «La casa di Eliah (un PNG) è costruita con un legno che è un po’ più scuro di questo tavolo su cui stiamo giocando». Anche le misure degli spazi le rappresento ai giocatori disegnando mura virtuali nella stanza in cui ci troviamo come giocatori, o facendo paragoni con immagini che tutti abbiamo ben note.
Le inquadrature (inteso in senso cinematografico) delle scene non esistono quando faccio il master. Dico qualcosa dell’ambiente in cui ci si trova, chi c’è in scena e magari come è conciato. «Immaginatevi un’inquadratura dai piedi che sale verso la testa di un PNG che non conoscete» seguito da una descrizione della persona è una cosa che non credo mi sia mai successo di fare.
La mancanza di inquadrature mi rende assente anche un possibile montaggio (sempre in senso cinematografico) che ne potrebbe conseguire.
Le emozioni che traspaiono dalle mie scene solitamente sono poche. Difficilmente dirò «Un silenzio carico di tensione», ma più probabilmente dirò un asettico «C’è silenzio».
Questo non accade sempre: quando l’emozione è davvero predominante la tirerò fuori nella descrizione. È comunque una cosa rara, molto più spesso rimango sull’asettico per fare in modo che ogni giocatore la viva a suo modo.
I colori sono abbastanza presenti nelle descrizioni che faccio e nelle scene che mi immagino.
Ricordo il bianco della neve con qualche punta di verde di alcuni rami scoperti dei pini di Pine Town in Cani nella Vigna.
Ricordo il grigiore illuminato dalle luci a incandescenza giallognole della metropolitana abbandonata della mia prima campagna de Il Mondo dell’Apocalisse.
Ricordo il grigiore dei palazzi di Varsavia a ridosso della strada minata su cui stava tramontando un sole rosso fuoco in Grey Ranks di Jason Morningstar.
Ricordo il bianco della chiesa in legno di una amena cittadina del sud degli USA dove un personaggio si recò per uccidere il pastore (Fiasco di Jason Morningstar).
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sabato 25 maggio 2013
martedì 27 marzo 2012
Golgotha, la sigla
Ringrazio il Giave per aver fatto la sigla della nostra nuova serie TV di Avventure in Prima Serata, Golgotha.
Buona visione!
Buona visione!
mercoledì 21 marzo 2012
Golgotha
L'altra sera abbiamo preparato il Pitch per una nuova serie di Avventure in Prima Serata. Sarà una serie che vedrà protagonisti alcuni ospiti del carcere GC-25J "Golgotha". La serie è ambientata in un futuro non troppo distante, in cui il mondo è un'unica città governata da una dittatura.
Di seguito quello che è emerso.
Dove: pianeta Terra, urbanizzato ferocemente; le città sono mezze sotterranee e mezze di superficie; il carcere GC-25J è detto “Golgotha”. Tutto il mondo porta un’unica bandiera, quella del Paese Unito.
Quando: in un futuro non molto distante; si parte dal 20° anniversario della salita al potere di Rodney Keegan dopo la morte del padre; padre e figlio hanno regnato senza sosta sul Paese Unito; alcune razze sono discriminate, ma in generale chi non infastidisce il regime non ha problemi.
Anthony V. Rodney Jefferson (Alex): in galera per cospirazione; il suo gruppo terroristico è stato smembrato.
Franky Bolton (Giave): in galera a seguito di diversi furti, effettuati soprattutto presso il ferramenta in cui faceva il magazziniere; soffre di cleptomania.
Josh Lumberjack (Andre): in galera per frode fiscale e condivisione di file protetti dal diritto d’autore dal proprio sito internet.
Cain Tarly (Tom): in galera per terrorismo; è convinto che qualcuno del suo gruppo lo abbia sacrificato per proteggere il gruppo dopo aver notato la sua stranezza.
Rispettivamente le loro foto.
Personaggi Secondari
Luke Crane: ex collega di lavoro di Franky quando lavorava dal ferramenta.
Kenny Marbury: guardia penitenziaria del GC-25J; amico di Josh.
Lamarvalous Hornet (Mumbo J): amico di Josh.
Eloi Prusnick: ultimo contatto terroristico rimasto a Cain; è nel GC-25J.
Jennifer Wilkinson: promessa sposa di Anthony prima che questi finisse in carcere.
Christian Whites (il Bianco): carcerato del CG-25J che si fa rispettare con la sua banda.
Rispettivamente le foto.
Set
• Mensa
• Cortile
• Palestra
• Docce
• Lavanderia
• Infermeria
• Isolamento
• Amaca in cortile (set personale di Josh)
• Parlatoio (set personale di Anthony)
• Il letto nella cella (set personale di Franky)
• Reparto isolamento (set personale di Cain)
Di seguito quello che è emerso.
Dove: pianeta Terra, urbanizzato ferocemente; le città sono mezze sotterranee e mezze di superficie; il carcere GC-25J è detto “Golgotha”. Tutto il mondo porta un’unica bandiera, quella del Paese Unito.
Quando: in un futuro non molto distante; si parte dal 20° anniversario della salita al potere di Rodney Keegan dopo la morte del padre; padre e figlio hanno regnato senza sosta sul Paese Unito; alcune razze sono discriminate, ma in generale chi non infastidisce il regime non ha problemi.
Cast
Anthony V. Rodney Jefferson (Alex): in galera per cospirazione; il suo gruppo terroristico è stato smembrato.
Franky Bolton (Giave): in galera a seguito di diversi furti, effettuati soprattutto presso il ferramenta in cui faceva il magazziniere; soffre di cleptomania.
Josh Lumberjack (Andre): in galera per frode fiscale e condivisione di file protetti dal diritto d’autore dal proprio sito internet.
Cain Tarly (Tom): in galera per terrorismo; è convinto che qualcuno del suo gruppo lo abbia sacrificato per proteggere il gruppo dopo aver notato la sua stranezza.
Rispettivamente le loro foto.
Personaggi Secondari
Luke Crane: ex collega di lavoro di Franky quando lavorava dal ferramenta.
Kenny Marbury: guardia penitenziaria del GC-25J; amico di Josh.
Lamarvalous Hornet (Mumbo J): amico di Josh.
Eloi Prusnick: ultimo contatto terroristico rimasto a Cain; è nel GC-25J.
Jennifer Wilkinson: promessa sposa di Anthony prima che questi finisse in carcere.
Christian Whites (il Bianco): carcerato del CG-25J che si fa rispettare con la sua banda.
Rispettivamente le foto.
Set
• Mensa
• Cortile
• Palestra
• Docce
• Lavanderia
• Infermeria
• Isolamento
• Amaca in cortile (set personale di Josh)
• Parlatoio (set personale di Anthony)
• Il letto nella cella (set personale di Franky)
• Reparto isolamento (set personale di Cain)
giovedì 15 dicembre 2011
Bridge to Nowhere
Bridge to Nowhere è stata la nostra prima serie creata con il gioco di ruolo narrativista Avventure in Prima Serata di Matt Wilson.
Il gioco è risultato gradito a tutto il gruppo di gioco. La serie breve che abbiamo giocato (un episodio pilota e altri cinque episodi) hanno creato una serie che è assolutamente possibile riprendere in mano e allungare con una seconda serie.
L'autorità narrattiva nel gioco è ben alternata, soprattutto in fase di conflitto. I conflitti risolti con il "metodo esteso" riportato in fondo al manuale si sono rivelati una piacevole sorpresa e devo ammettere che con molte carte in possesso dei giocatori possono creare ottime situazioni narrative.
Il gioco sprona alla narrazione e anche i più taciturni sono riusciti a mettersi in gioco positivamente.
Insomma, un gioco consigliato a tutti i neofiti dei giochi di ruolo e a coloro che sono stanchi del gioco di ruolo tradizionale e vogliono dedicarsi a qualcosa di indie.
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