Visualizzazione post con etichetta The Regiment. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta The Regiment. Mostra tutti i post

domenica 18 gennaio 2015

Il Mondo dell'Apocalisse e battaglie complesse

Da qualche tempo stiamo giocando a una nuova campagna de Il Mondo dell’Apocalisse di Vincent Baker1.

Dopo diverse sessioni con la violenza che non aveva mai coinvolto gruppi estesi di persone, siamo arrivati ad un punto di battaglia quasi campale con una cinquantina di elementi su ognuno dei due fronti.
La gestione dello scontro non è così semplice perché, in realtà, i cinquanta di ogni fronte sono molto frazionati sia nella provenienza che sul campo di battaglia e questo mi impedisce di trattarli come due singole bande grandi. O meglio, forse potrei farlo, ma direi che sarebbe una semplificazione eccessiva di ciò che accade sul campo i battaglia e visto che a questo scontro tenevamo parecchio tutti credo sia giusto sottolinearlo con la dovuta attenzione.
Mai mi ero trovato a gestire una battaglia così complessa in questo gioco.

Fatta la dovuta introduzione, il vero succo del post è che in realtà le regole non aiutano molto nella gestione di uno scontro così esteso. Ovviamente stiamo utilizzando anche le mosse di combattimento opzionali2, ma al momento non mi paiono sufficienti per la gestione di questo scontro.
Non sto dicendo che stia venendo uno schifo, ma che probabilmente nel nostro caso dovrei, come MC, creare delle mosse personalizzate per la nostra sessione appositamente per questo scontro. Una fonte di ispirazione potrebbe essere, forse, The Regiment di Paul Riddle e John Harper, gioco basato proprio su Il Mondo dell’Apocalisse3.
Nella prossima sessione, magari, inventerò qualche mossa personalizzata al volo quando riterrò opportuno farlo. La mia paura nel creare queste mosse personalizzate durante la sessione è sempre quella di sconvolgere il bilanciamento del gioco base che pure le incoraggia.


1 Non ho mai descritto la campagna qui sul blog e nemmeno altrove, non sarebbe semplice farlo ora che molte cose si avviano alla conclusione; per essere chiari, comunque, mi riferisco alla campagna da cui avevo tratto ispirazione per il post Triangoli PNG-PG-PNG. Torna al testo.
2 Le mosse di combattimento opzionali ricordo che sono: fuoco di copertura per qualcuno, tieni una posizione o corso d’azione impossibile, stai giù, dai seguito all’azione di qualcun altro e il conto alla rovescia dello scontro. Torna al testo.
3 Non conosco allo stato attuale l’evoluzione del gioco e se la mia proposta sia davvero attuabile. Chi segue questo blog sa che lo giocammo anni fa, ma in una versione piuttosto embrionale che se non sbaglio si è evoluta. Trovate i miei vecchi post sull’argomento con il tag The Regiment, mentre il sito di riferimento per il gioco è Enigma Machinations di Paul Riddle. Torna al testo.

lunedì 3 settembre 2012

GnoccoCON 2012

Alla GnoccoCON di quest'anno ho avuto la possibilità di fare una sessione a The Regiment (hack de Il Mondo dell'Apocalisse fatta da Paul Riddle e John Harper) e una sessione a Danger Mountain! di Jason Morningstar.

The Regiment lo abbiamo usato in versione Alpha 2.0 per la seconda volta e le regole mi paiono filare abbastanza bene. Ho provato il Commando che è un personaggio che comunque reputo troppo forte e sbilanciato, ma questo è un parere mio.
Questo gioco, alla lunga, comincia un po' a stancarmi perchè non vedo emergere nulla sui personaggi: si va alla guerra, si combatte, ma i personaggi vengono esplorati davvero poco nelle loro motivazioni e nei loro sentimenti.
Inoltre, i personaggi mi paiono combattere senza un motivo personale, c'è solo un'imposizione dall'alto (cosa che invece in Grey Ranks non avevo assolutamente provato). Anche in Il Mondo dell'Apocalisse c'è violenza a volte immotivata, ma mi sentivo assolutamente libero di decidere se e quando praticarla. Qui invece non c'è scelta, si deve combattere e anche duramente se non ci si vuole lasciare le penne.
Questo forse può ricreare un po' il clima di guerra con soldati a volte immotivati e stanchi della violenza, ma come giocatore sono andato a casa nauseato da tutti i morti che c'erano stati in quella sessione pomeridiana.
Un mio amico sostiene che l'umanità e l'esplorazione dei personaggi si veda tra una missione e la successiva, tuttavia la cosa non mi convince molto per due motivi.
Il primo è certamente lo scarso tempo tra una missione e la successiva. Il secondo motivo è che comunque un personaggio non ha scelta e la successiva sessione si ritroverà ancora in mezzo ad un mare di cadaveri che magari lui ha provocato anche non volendolo.

Danger Mountain! si è rivelato un gioco leggero e piacevole da giocare. Anche qui abbiamo visto tre o quattro morti, ma la cosa è decisamente diversa.
Qui un evento catastrofico mette in pericolo i personaggi e alcuni altri personaggi ricorrenti, ma la scelta di morire o sopravvivere spesso è nelle mani del giocatore che è libero di decidere se e quanto rischiare per salvare la vita altrui.
Devo dire che dopo tutta la violenza di The Regiment avevo bisogno di qualcosa di simile. Qualche punto oscuro nel gioco c'è stato, ma ci siamo comunque divertiti parecchio.

venerdì 10 agosto 2012

The Regiment

Ieri sera siamo partiti con The Regiment di John Harper e Paul Riddle (il gioco è una hack di Il Mondo dell'Apocalisse di Vincent Baker).
L'idea è che si simuli una guerra e i libretti dei personaggi sono cose come il leader del gruppo, il medico, il soldato semplice, il cecchino, il commando e altri simili.

Mi sono subito lanciato sul cecchino (Sniper), anche se non avevo voglia di fare un cecchino non tradizionale. La mia idea era quella di un ottimo tiratore, ma che non stesse nascosto con il suo compagno di team a 500 metri dall'azione in corso.
In pratica è saltato fuori un sergente (caposquadra) che ha doti da cecchino, ma va in giro con il solito M4 dotato di visore.
Abbiamo deciso che avremmo giocato a Mogadiscio durante il 1993 nell'esercito statunitense.

La partita è stata molto divertente e intensa. Ovviamente c'è stata azione, ma devo ammettere che ci sono stati anche momenti carichi di tensione emotiva per commilitoni che hanno rischiato la morte. Fortunatamente siamo riusciti a riportare a casa tutti vivi, ma il mitragliere Cotton credo che dovrà essere rimpiazzato dopo la pallottola che gli è stata sparata dal soldato semplice Price.

L'esperienza di gioco mi ha stupito. Inizialmente pensavo a qualcosa tutto spari e nient'altro, mentre siamo riusciti a giocare come se non fosse una partita a scacchi, ma beccandoci pallottole l'uno per l'altro a costo di salvarci tutti la pelle.
L'esempio migliore ne è stato il soldato Nashville che era disteso a terra dall'altra parte del paesino in cui ci trovavamo. Non avevo idea se fosse vivo, morto o ferito, ma non ho esitato a rischiare un'intera squadra sotto il fuoco concentrato del nemico a costo di salvarlo. Io stesso mi sono beccato un proiettile per questo e ne vado fiero, fosse solo stato per recuperare un cadavere da restituire alla sua famiglia. Fortunatamente Nashville era vivo e questo è stato di grande sollievo.