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sabato 20 dicembre 2014

The Quiet Year: il problema delle liste

Chi segue questo blog saprà che questo è il terzo post dove mi ritrovo a parlare di The Quiet Year di Joe McDaldno in relazione alla sua rigiocabilità a causa della lista legata alle carte che vanno estratte.
Chi fosse interessato può trovare i due post precedenti sotto i titoli Giochi e liste e The Quiet Year a un anno di distanza.

L'altra sera ci ritroviamo a giocare questo map-drawing game e rispondendo ad alcune delle domande poste su una carta un altro giocatore esclama: "Avevo detto la stessa cosa nell'unica mia partita che avevo giocato in passato".
Ovviamente la cosa mi ha fatto riflettere visto che la partita a cui il giocatore faceva riferimento si è svolta con gruppo che non ha nulla a che fare con il nostro e quindi non può averlo influenzato più di tanto.

Sono giunto alle seguenti conclusioni.
  1. Tutte le volte che si gioca tutta la lista delle carte viene percorsa (fatto salvo 4 carte per stagione se si utilizzano le regole per abbreviare la durata della partita). La differenza fondamentale con Fiasco di Jason Morningstar sta nel fatto che là da una lista abbastanza corposa si scelgono solo alcuni elementi, qui tutti gli elementi vengono percorsi. Un raffronto simile può essere fatto probabilmente per le liste presenti in Grey Ranks, sempre di Jason Morningstar, dove allo stesso modo vengono scelti solo alcuni elementi.
  2. All'interno delle carte che devono essere scorse si trova solo la possibilità di scelta tra due opzioni, quindi per forza ci si ritrova alla terza partita avendo per forza già risposto due volte almeno alla stessa domanda.
  3. Le due scelte possono essere molto diverse all'interno delle carte, ma alcune carte presentano scelte meccanicamente diverse, ma che portano la fiction nella stessa direzione.
Questo post è un po' più strutturato dei precedenti nelle motivazioni al mio giudizio di un gioco che rimane molto bello, ottimo per una singola serata e per giocatori non abituati a giochi di ruolo o per giocatori stanchi di avere un personaggio tra le mani, ma che risulta davvero scarsamente rigiocabile.

venerdì 21 marzo 2014

The Quiet Year a un anno di distanza

Ieri,forse dopo più di un anno di astinenza da questo gioco, ho ripreso in mano The Quiet Year di Joe McDaldno.
La partita è stata decisamente piacevole e anche i miei compagni di gioco (due persone) pare che si siano divertiti.

Quello che mi sento di dire è ciò che avevo già scritto in modo più esteso nel post Giochi e liste: purtroppo questo gioco facile, immediato e divertente è scarsamente rigiocabile.
Detto in modo così conciso può sembrare una critica molto pesante, leggete il post e vedrete che la mia posizione è un po' più articolata.

martedì 8 gennaio 2013

Giochi e liste

In questi giorni ho giocato parecchio a The Quiet Year di Joe McDaldno.
Il gioco continua a piacermi, ma giocato diverse volte di fila mi ha dato un po' a noia.

Qualsiasi gioco potrebbe farlo, ovviamente, ma io ho la mia ipotesi.
Durante il gioco, ad ogni turno, ogni giocatore deve estrarre una carta da ramino dal mazzo. La carta rimanda ad una lista presente nel regolamento che offre due scelte per creare fiction.
In tutte le partite si estraggono quasi tutte le carte che rimandano sempre alla solita lista in cui però le opzioni sono solo due.

Questo a mio parere è il problema che può portare a essere noioso questo gioco dopo qualche partita.
Le cose che si vengono a creare sono sempre molto simile nonostante al tavolo cambino i giocatori o ci siano terreni diversi in cui ambientare il gioco.

La stessa cosa, anche se in misura minore, mi era capitata con Fiasco di Jason Morningstar.
Arrivati alla Crisi la tabella è sempre quella. Il problema pare essere stato rilevato dall'autore visto che in Come fare Fiasco sono state aggiunte nuove tabelle della Crisi.
In Fiasco, comunque, il problema è di gran lunga inferiore visto che la tabella della Crisi ha opzioni molto più generali della tabella di The Quiet Year che invece è molto stringente.

Credo, in generale, che giochi che producono fiction a partire da una tabella a cui riferirsi possano arrivare a stancare dopo qualche giocata arrivando a creare situazioni simili tra le varie partite.

venerdì 7 dicembre 2012

Una settimana a base di map-drawing game

In questa mia ultima settimana si sono succedute tre sessioni di gioco, tutte dedicate ai map-drawing game.

La prima sessione è stata dedicata a La Città Perfetta, gioco che testavamo per la prima volta. Al tavolo eravamo in quattro e ci siamo divertiti parecchio creando una bella cittadina con qualche problema ricorrente di mancanza di case e disoccupazione.

La seconda sessione è stata dedicata a The Quiet Year di Joe McDaldno. La sessione è stata bella, confermando le mie idee sul fatto che il gioco meritasse. La partita è rimasta a metà, ma anche gli altri due giocatori mi hanno chiesto di provare a tenere tutto in ordine per finirla.

La terza sessione è stato un secondo test de La Città Perfetta, ma al tavolo questa volta eravamo in due giocatori.
Il gioco si è riconfermato carino e ho già individuato alcuni punti su cui dovrò rimettere le mani per modificarlo. La città che si è creata era un paese di collina in cui si sono poste anche le basi per un grattacielo a 40 piani.
Abbiamo avuto problemi di occupazione, energia e di cibo prodotto localmente, ma la città è risultata nel complesso ben organizzata e vivibile.

venerdì 23 novembre 2012

The Quiet Year

Ieri sera ho avuto la possibilità di provare The Quiet Year di Joe McDaldno. Il gioco è un map-drawing game, genere di gioco che avevo provato solo con A thousand years under the Sun di Matthijs Holter.

Questo genere di giochi a me piace parecchio, tuttavia il gioco è piaciuto molto anche agli altri giocatori del mio tavolo.
Purtroppo abbiamo dovuto finire la partita a poco più di metà, ma alcuni dei miei dubbi sono stati dipanati.

In particolare credevo che tra le tre azioni possibili (Iniziare un nuovo progetto, Scoprire qualcosa di nuovo e Indire una discussione) ci sarebbe stato un netto sbilanciamento verso l'inizio di nuovi progetti.
In questo sono stato smentito nel senso che mi sono accorto in prima persona di quanto sia bello anche Scoprire qualcosa di nuovo e Indire una discussione.

La bellezza dell'Iniziare un nuovo progetto, comunque, si sente parecchio ed è per questo che ho scritto La Città Perfetta, un gioco di questo tipo che conto di mettere a breve on line nella sua edizione di playtest dopo averlo giocato almeno una volta.