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sabato 20 luglio 2013

La storia romanzata di Kagura

Di seguito riporto i link ai vari capitoli scritti da Alessia Bartolacelli che riportano in modo romanzato il punto di vista di Kagura nella splendida partita di Kagematsu di Danielle Lewon di cui vi avevo parlato nel post Qualche appunto su Kagematsu. Kagura era il personaggio di Alessia e non solo ha fatto promettere a Kagematsu di salvare il villaggio, ma è riuscita anche a guadagnarsi il suo amore a fine partita.
Per leggere i vari capitoli cliccate sulle immagini relative (scelte sempre da Alessia).

L'arrivo di Kagematsu al villaggio - Un arrivo inaspettato


Scena 1 - Un sorriso


Scena 2 - Uno sguardo rubato e una parola gentile


Scena 3 - Un momento condiviso


Scena 4 - Una presentazione


Scena 5 - Un segreto rivelato


Scena 6 - Un tocco negato


Scena 7 - Un complimento


Scena 8 - Un dono e una confessione d'amore interrotta


Scena 9 - Una confessione d’amore oltre la disperazione


Scena 10 - Una promessa fatta


Scena 11 - Lo scontro decisivo


Scena 12 - Epilogo

domenica 7 luglio 2013

Qualche appunto su Kagematsu

Ieri ho provato per la prima volta Kagematsu di Danielle Lewon.
Non ne farò un resoconto perché sono state circa 6 ore di gioco molto intenso e non saprei ripercorrerle fedelmente.

Per chi non lo sapesse in questo gioco c'è Kagematsu (gestito da un giocatore femmina) che è un ronin che arriva nel villaggio dei personaggi ed è l'unica speranza che il villaggio per difendersi dalla minaccia esterna che rischia di raderlo al suolo.
I personaggi dei giocatori sono delle donne (o ragazze) che vogliono provare a sedurre Kagematsu perché lui si fermi nel villaggio e lo protegga.

Il gioco mi aveva sempre incuriosito, ma non avevo mai potuto giocarlo perché al mio tavolo (purtroppo) non ci sono ragazze.
La sessione probabilmente la più emotivamente coinvolgente in tutta la mia storia ludica e per questo devo ringraziare Giulia, Alessia e Alessandro.

Se avete la possibilità di provarlo, allora sfruttatela. Un consiglio che vi do è quello di non dividere in due la sessione se riuscite (nonostante possa risultare parecchio lunga) perché al tavolo si sviluppa un'atmosfera parecchio carica di tensione che sarebbe difficile da ricreare.